Tuscany Horse Trail
vacanza a cavallo di 7 giorni

Viaggio della libertà

La parola stessa “libertà” rende l’idea di quello che vi proponiamo e che vorremmo farvi vivere.

Descrizione dei posti che visiteremo
- Scansano, il territorio comunale si estende su una superficie superiore ai 270 km² all’estremità nord-occidentale delle colline dell’Albegna e del Fiora, sconfinando in alcune località lungo il versante della Valle dell’Ombrone. Confina a nord con il comune di Campagnatico, a nord-est con il comune di Roccalbegna, a sud-est con il comune di Manciano, a sud-ovest con il comune di Magliano in Toscana e a nord-ovest con il comune di Grosseto.
- Monticello Amiata, il borgo, nel comune di Cinigiano, è situato a 734 metri sul livello del mare, lungo la strada che conduce verso il Monte Amiata alle porte della riserva naturale Poggio all’Olmo. L’area collinare in cui è posto segna il definitivo passaggio dalla valle dell’Ombrone al massiccio del Monte Amiata.
- Castelnuovo dell’Abate nacque come possedimento dell’abbazia di Sant’Antimo su uno dei tre alti poggi che circondano la valle del torrente Starcia, affluente dell’Orcia. Divenuto castello presumibilmente intorno al 1210, già alla metà dello stesso secolo risultava sottomesso alla Repubblica di Siena e poi, dagli inizi del secolo successivo, anche all’abbazia e alla famiglia Tolomei; la comunità, che nel 1320 aveva un territorio di 1996,2 ha e una popolazione di circa 1 000 abitanti, era governata da un podestà e probabilmente aveva anche uno statuto proprio, andato perduto. Nel 1360 venne riedificata la cinta muraria, opera in parte finanziata dalla Repubblica senese.
- Abbazia di Sant’Antimo è citata negli acta Sancti Anthimi dove è narrata la storia, quasi leggendaria, del sacerdote Antimo imprigionato sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano. Egli guarì e convertì al cristianesimo Pinianus, marito di Licinia, nipote dell’imperatore Gallieno. Pinianus, convertito, si adoperò per salvare i cristiani dalle persecuzioni. Nascosto nella villa di Pinianus lungo la via Salaria, Antimo convertì anche un sacerdote del dio Silvano e l’intera famiglia. Colpevole di aver infranto il simulacro di quella divinità, Antimo venne gettato nel fiume Tevere con una pietra legata al collo, ma ne uscì incolume. Venne quindi fatto decapitare nel 305 dal console Prisco e venne sepolto nell’oratorio nel quale era solito pregare. Le sue reliquie sono venerate fin dal 1658 nella Cappella a lui dedicata all’interno del Santuario di S. Antimo prete e Martire in Sant’Antimo presso Napoli. Secondo una leggenda papa Adriano I, nel 781, avrebbe consegnato parte delle reliquie dei santi Antimo e Sebastiano a Carlo Magno, che le donò all’abbazia nell’atto della fondazione.
- Campiglia d’Orcia Il borgo sorge su un rilievo di rocce calcaree (810 m s.l.m.) in vista di Poggio Zoccolino (1 035 m), una delle cime del massiccio del Monte Amiata, a tre chilometri dall’abitato di Bagni San Filippo e le sue acque termali. Nel medioevo Campiglia fu sotto il dominio della famiglia dei Visconti, la cui rocca, il Cassero, dominava il paese. Poco più in alto sorgeva un’imponente fortificazione sempre dei Visconti, Campigliola. Mentre il Cassero è oggi del tutto scomparso, rimane in mezzo a un bosco selvaggio l’imponente torre di Campigliola, una costruzione possente in blocchi di pietra. Ci si arriva con una bella passeggiata attraverso un’antica strada con muretti a secco recentemente ripristinata e inserita nella Rete Escursionistica Toscana. Per la sua posizione strategica sulla via Francigena, Campiglia attrasse le mire espansionistiche di Siena, la quale nel corso dei secoli XII e XIII intensificò le iniziative per assoggettare i Visconti, che conducevano una politica alquanto ambigua per l’alternarsi di alleanze con senesi ed orvietani, questi ultimi vicini ai fiorentini. Nel 1234 per punire uno dei voltafaccia dei Visconti le forze Senesi conquistarono Campiglia e il castello di Campigliola.
- Bagno Vignoni Il villaggio sorge nel cuore della Toscana, all’interno del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia e grazie alla vicinanza con la via Francigena (il percorso principale seguito nell’antichità dai pellegrini che si recavano a Roma) le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali. Al centro del borgo si presenta la ”Piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Fin dall’epoca degli etruschi e poi dei romani - come testimoniano i numerosi reperti archeologici - le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come Papa Pio II, Caterina da Siena, Lorenzo de’ Medici e tanti artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura.
- Castiglione d’Orcia Si hanno notizie del centro dal 714 quando era certamente possedimento degli Aldobrandeschi e aveva il nome di Petra. Nel 1252 divenne libero comune, ma la sua indipendenza durò al massimo un secolo. Nel 1274 venne incluso nella contea di Santa Fiora con la spartizione dei possedimenti della famiglia Aldobrandeschi. Nel XIV secolo era già possedimento di Siena, che successivamente la concesse a famiglie potenti in cambio di favori di natura finanziara, come i Piccolomini prima e i Salimbeni successivamente, che usarono Castiglione d’Orcia proprio come una delle basi per la loro rivolta contro i senesi. Successivamente Castiglione passò in mano ai fiorentini, che nel 1605 la affidarono ai nobili bolognesi della famiglia Riario.
- Monte Amiata è collocato nella Toscana meridionale, dove svetta sulle valli circostanti, tra cui vanno citate la Val d’Orcia, la Maremma, la vallata del lago di Bolsena, il Chianti. Il massiccio montuoso, oltre all’omonima vetta che raggiunge i 1738 metri sul livello del mare, include anche una serie di cime, in continuità l’una con l’altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200 metri), monte Labbro (1.193 metri), monte Civitella (1.107 metri), monte Buceto (1.152 metri), monte Aquilaia (1.104 metri) e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette più alte, Poggio Zoccolino (1.035 metri), Poggio Le Perazzette (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri). È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. L’origine del toponimo Amiata è stata da alcuni individuata nel latino ad meata, ossia «alle sorgenti». Altre ipotesi sull’etimo del toponimo Amiata sono state rappresentate in una rivista storico-culturale locale, ove si indica una derivazione da mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca. Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto attiva l’attività sismica nella zona.
- Monte Labbro Il rilievo montuoso si innalza ai limiti sud-occidentali del territorio comunale di Arcidosso, chiudendo a sud la sponda occidentale del massiccio amiatino, quasi in continuità con i rilievi del monte Buceto, monte Aquilaia e Poggio all’Olmo. L’area del monte Labbro, oltre ad essere nel cuore di due aree protette ad elevato interesse naturalistico e paesaggistico, è nota per la presenza sulla sua sommità della Torre Giurisdavidica, costruita e legata alla figura di Davide Lazzaretti, e per il tempio di Merigar West, fondato negli anni ottanta dalla comunità tibetana, che qui ha trovato rifugio spirituale. I principali centri abitati del monte Labbro sono Zancona e Le Macchie, ambedue frazioni di Arcidosso.
- Castello di Cotone L’insediamento fortificato fu edificato in epoca medievale presso due preesistenti edifici religiosi, una pieve e una chiesa, ed era controllato dalla famiglia Maggi, noti anche come signori di Cotone, nobili che in quell’epoca si contrapponevano al dominio degli Aldobrandeschi. Intorno alla metà del Trecento i Maggi sottomisero il castello a Siena, assieme a quello di Montepò che, in quell’epoca era in loro possesso; alcuni anni dopo il luogo venne conteso tra le famiglie dei Tolomei e dei Salimbeni, prima che Siena ne riprendesse il controllo. Il dominio senese si protrasse fino alla definitiva caduta della repubblica nella seconda metà del Cinquecento, epoca in cui venne inglobato nel territorio del Granducato di Toscana. Per alcuni secoli, il castello continuò ad essere la sede di una comunità rurale, pur in costante calo demografico, fino al suo definitivo abbandono intorno alla metà del Settecento, quando gli ultimi abitanti rimasti completarono il trasferimento dell’intera popolazione nelle vicine località di Polveraia e Poggioferro.
- Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla località di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal monte Amiata alle Colline dell’Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (terme di Roselle) e Talamone (Terme dell’Osa). Le acque sulfuree sgorgano ad una temperatura di 37,5 °C e hanno rinomate proprietà terapeutiche, donando relax e benessere al solo immergervisi. Le principali cascate termali sono le cascate del Mulino, situate presso un vecchio mulino, dette anche Cascatelle o cascate del Gorello. La portata della sorgente è di circa 800 litri al secondo e ciò garantisce un ottimale ricambio d’acqua; questa, a livello chimico, risulta sulfurea, carbonica, solfata, bicarbonato–alcalina, terrosa, con presenza di gas di idrogeno solforato ed anidride carbonica. I sali minerali disciolti nell’acqua ammontano a 2,79 grammi per litro. L’area termale di Saturnia presenta, nel suo complesso, una vasta area liberamente fruibile ed una zona dove si è sviluppato il lussuoso stabilimento termale delle terme di Saturnia.

programma della vacanza

Trekking dal 2 al 9 di Settembre
7 giorni indimenticabili in Maremma a cavallo

Domenica 2, arrivo in località Poggioferro presso la nostra struttura, sistemazione dei cavalieri negli alloggi prescelti e alle ore 20 cena;
Lunedì 3, da Poggioferro a Monticello Amiata
Martedì 4, da Monticello Amiata a Castelnuovo dell’Abate, passando per l’Abbazia di Sant’Antimo;
Mercoledì 5, da Castelnuovo dell’Abata a Campiglia d’Orcia, passando per Bagno Vignoni e Castiglione d’Orcia;
Giovedì 6, da Campiglia d’Orcia a Castello del Piano, al prato delle macinaie, passando per la vetta del Monte Amiata;
Venerdì 7, da Prato delle Macinaie alla nostra scuderia a Poggioferro, passando per Monte Labbro;
Sabato 8, giornata dai contadini, partendo dalla nostra scuderia raggiungeremo un’azienda agricola a conduzione familiare, dove faremo un vero pranzo contadino, passando per il Castello Cotone, attraversando il Canyon Rosso sul fiume Trasubbie;
Domenica 9, giornata alle Terme, partendo dalla nostra scuderia raggiungeremo le Terme di Saturnia, allestiremo un campo e poi tutti a fare il bagno di fine viaggio, alle 18 circa rientreremo a scuderia con il camion cavalli e i pulmini.


6/7 ore a cavallo Difficoltà intermedia
Questo evento è adatto a Cavalieri ed Amazzoni capaci di una discreta gestione del cavallo e degli imprevisti, abili anche a qualche ora di sella.
Cavalli criolli, quarter e appaloosa con monta americana
Luoghi: Scansano, Poggioferro, Monticello Amiata, Cinigiano, Castelnuovo dell’Abate, Montalcino, Abbazia di Sant’Antimo, Campiglia d’Orcia, Bagno Vignoni, Castiglione d’Orcia, Castel del Piano, Monte Amiata, Monte Labbro, Castello di Cotone, Terme di Saturnia
Periodo: Dal 2 al 9 settembre

cibi e bevande

Tutti i giorni cucineremo utilizzando prodotti locali, durante tutto il viaggio avremo al seguito la cucina da campo.

alloggio

La prima e le ultime due notti in struttura ricettiva, con sistemazione in camerate e bungalow, le altre notti sistemazione in tenda nel campo mobile che allestiamo

abbigliamento

Abbigliamento consono e abbigliamento anti pioggia


Prezzo: 1285,00 €
  • tutto compreso
  • cavallo dell’associazione
  • vitto
  • alloggio
  • assistenza
  • trasferimenti bagagli durante il viaggio
  • non dovrete pensare a niente e dovrete sentirvi liberi di staccare dalla realtà.

Note
Per qualsiasi dubbio o maggiori informazioni contattateci, saremo lieti di rispondere alle vostre domande.
Per gruppi di minimo 8 cavalieri è possibile organizzare il viaggio anche in altre date.

Richiederci informazioni sulla disponibilità di particolari date o escursioni non è in alcun modo impegnativo e sarà certamente una ottima occasione per conoscerci.


Periodo: Indica la data o periodo di Tuo interesse.

Note / Messaggio: Aggiungi le tue note, richieste o comunicazioni.


termini e condizioni.
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Agriturismo Canale, Albarese (GR) Parco regionale della Maremma A.I.G.A.E. A.G.A.E. PayPal Trip Advisor Facebook